Procedure da seguire in caso di danni a mezzi di trasporto all'interno di aree portuali

Vogliamo fornirvi alcune linee guida da mettere in atto qualora si verifichino sinistri attivi (ossia quando abbiamo ragione!) e vengano arrecati danni ai nostri mezzi; in particolare operando all’interno di terminal portuali.



Comunicare il sinistro alla propria azienda:
Non appena si verifica un incidente, bisogna chiamare subito in azienda, ricordando di indicare: dove è avvenuto il sinistro, fornendo anche una breve descrizione di quanto accaduto, dei danni riscontrati oltre al numero identificativo del mezzo coinvolto (stacker, sollevatore, carroponte, ecc.).

Responsabilizzare il terminal:
Un impiegato dall’ufficio, provvederà ad inviare immediatamente un FAX, per denunciare il sinistro e responsabilizzare il terminal per i danni occorsi al nostro mezzo.
Sarà necessario che tale FAX sia trasmesso prima dell’uscita del veicolo dal terminal, per evitare successive contestazioni.

Effettuare una perizia in contraddittorio:
In caso di danni importanti è opportuno effettuare una perizia in contraddittorio con i periti del terminal, prima che il nostro mezzo lasci l’area portuale.
Non fate MAI uscire il mezzo danneggiato dal terminal senza copia di un documento, controfirmato dal terminal o dal loro perito, in cui si attestino i danni effettivamente occorsi.



Preparare il fascicolo del sinistro:
Per richiedere il risarcimento dei danni al terminal, sarà necessario preparare un fascicolo con la seguente documentazione: FAX di responsabilizzazione e relativa ricevuta, fotografie del mezzo danneggiato, perizia del nostro perito di parte, preventivi e/o fatture di riparazione della nostra officina di fiducia, copia della carta di circolazione del mezzo coinvolto.

Richiedere il risarcimento dei danni occorsi:
Una volta raccolta la documentazione del fascicolo, sarà poi necessario inviarla mediante raccomandata AR , o utilizzando una PEC, al terminal per richiedere in modo formale il risarcimento delle spese sostenute e di eventuali altri danni patrimoniali (ad es. il fermo macchina), mettendo in mora il soggetto responsabile.



Seguendo questi semplici passaggi non potrà essere opposta alcuna eccezione alla vostra richiesta di risarcimento, avendo regolarmente notificato il sinistro, responsabilizzato le parti coinvolte, riscontrato i danni in contraddittorio ed infine fornito tutti gli elementi per comprovare il danno effettivamente patito.

Take Care: Cargo Care!


Suggerimenti per la raccolta di elementi probatori in caso di sinistri a bordo

Qualora si verifichino sinistri a bordo di navi mercantili è necessario provvedere in tempi ristretti a raccogliere gli elementi che saranno successivamente necessari per poter istruire correttamente, il reclamo con i propri assicuratori P&I.

Capita sovente però che per questioni contingenti e nell’immediatezza di situazioni per loro natura impreviste si compiano errori, anche grossolani, che possono in seguito costare molto cari, pregiudicando sia i diritti dell’armatore sia le possibilità del Club di respingere eventuali recami.

Per questo motivo ritengo utile fornire alcuni consigli per non trovarsi in difficoltà quando il perito o il corrispondente del Club ci richiederanno documenti ed altre evidenze.

Tali suggerimenti, da intendersi a titolo meramente esemplificativo, sono principalmente destinati al Comandante ed al bordo nave ma possono costituire uno spunto interessante anche per tutti gli altri soggetti coinvolti nella gestione dei claims.

La prima regola base potrebbe essere definita “cosa fare e cosa NON fare” ed ha una validità generale.

Qualora si verifichi una situazione che può generare un potenziale reclamo bisogna:

FARE
- Notificare il sinistro alle autorità competenti ed al corrispondente del Club, astenendosi da ogni considerazione e riportando solamente fatti certi
- Annotare ogni elemento nei giornali di bordo
- Raccogliere tutta la documentazione e le informazioni in merito al sinistro e preservare ogni possibile registrazione, tracciato, elemento che potrà in seguito essere esaminato dai periti del Club
- Scattare fotografie o effettuare una ripresa video delle cose, dei luoghi e delle persone coinvolte nel sinistro
- Chiedere ai soggetti coinvolti di redigere immediatamente una dichiarazione di quanto accaduto
- Tenere costantemente aggiornati l’armatore ed il corrispondente del Club, circa eventuali sviluppi del sinistro
- Se ritenuto opportuno sporgete denuncia di evento straordinario (nel dubbio fatela!)

NON FARE:
- Permettere l’accesso a bordo a persone non autorizzate
- Acconsentire a che vengano richieste nformazioni ai membri del’equipaggio, senza l’autorizzazione dell’Armatore o del Club
- Rilasciare dichiarazioni o commenti su quanto accaduto a soggetti non coinvolti strettamente nel sinistro
- Fornire documenti a soggetti non autorizzati
- Firmare documenti senza preventiva autorizzazione dell’Armatore o del Club

Da tenere in debita considerazione anche il rapporto e la cooperazione con le autorità (che in certi paesi potrebbero essere anche piuttosto tesi).

Qualora il sinistro determini l’intervento di autorità locali, siano esse Capitaneria, autorità marittime, di polizia o funzionari di qualche autorità giudiziaria, tutti i membri dell’equipaggio devono ricordare che non hanno alcun tipo di obbligo nel rilasciare dichiarazioni sino a che un legale del Club non sia presente a bordo.

Nel fare presente tale facoltà l’equipaggio è invitato a rimanere calmo ed assertivo, senza ovviamente intralciare deliberatamente eventuali indagini.

Per quanto riguarda in particolare eventuali danni al carico possiamo suggerire di:
- Cercare di individuare la causa del danno
- Prendete le opportune misure per minimizzare il danno occorso
- Provvedete ad effettuare un congruo numero di fotografie (meglio tante che poche)
- Notificate il sinistro all’Armatore ed al Club
- Registrate ogni elemento nel giornale di bordo ed in particolare le misure adottate per evitare e/o minimizzare il danno
- Raccogliete tutta la documentazione relativa alla merce coinvolta in avaria

- Elevate le dovute proteste verso i soggetti responsabili, in caso di danni prodotti in fase di carico e/o scarico

Concludendo: tempestività nell’avvisare l’armatore ed il Club, reattività nel raccogliere gli elementi necessari a ricostruire quanto accaduto e molta cautela nelle eventuali dichiarazioni.

Take Care. Cargo Care!

Brevi linee guida nella gestione degli incarichi peritali

Ossia: qualche consiglio pratico per far felice il vostro mandante

In questo breve post, dedicato agli aspetti più gestionali della professione di perito trasporti, voglio riassumere quelle che potrebbero essere dei buoni standard qualitativi nell'esecuzione di un incarico peritale.

Indipendentemente dal fatto che l’incarico provenga da una compagnia assicurativa, da un commissario d’avaria, o da un collega, certi livelli d’efficienza e qualità devono essere sempre garantiti; contemperando celerità nell'esecuzione dell’incarico e un adeguato livello di approfondimento.



Vediamo quindi un ipotetico “decalogo” su come dovrebbe agire il “perito perfetto”:

1) Immediatamente dopo aver ricevuto un incarico sarà necessario rispondere al mandante confermando la ricezione dello stesso, fornire indicazioni su chi effettuerà l’intervento (con relativi recapiti telefonici ecc.), e quando sarà effettuato il primo sopralluogo.
Un ringraziamento per la fiducia accordata sarà sempre apprezzato!

2) Nell’organizzare la perizia, qualora dovessero essere invitati altri soggetti (eventuali soggetti responsabili, interessati al carico o comunque coinvolti nel trasporto), sarà opportuno trasmettere l’invito agli accertamenti in contraddittorio mediante comunicazione scritta possibilmente con una conferma di ricezione (ad esempio a mezzo FAX oppure via PEC se possibile). Tali inviti, oltre alle eventuali lettere di responsabilizzazione, dovranno poi essere allegate al rapporto peritale.

3) Effettuato l’intervento peritale, il rapporto preliminare dovrà essere redatto ed inviato via e-mail entro le 48 ore successive o almeno entro i 2 giorni lavorativi successivi.



4) In caso di ulteriori sopralluoghi o qualora dovessero emergere elementi di un certo rilievo, sarò opportuno trasmettere una breve e-mail informativa al proprio mandante, per aggiornarlo o portare a sua conoscenza quanto appreso.

5) Per la redazione dei rapporti peritali, siano essi preliminari o definitivi, nell’ipotesi in cui non fosssero disponibili i “form” del mandante, è buona prassi attenersi a modelli standard, facilmente intellegibili. 
Ogni rapporto dovrebbe inoltre  includere le necessarie fotografie e la documentazione a supporto dell’elaborato, in formato digitale. Qualora non fosse possibile digitalizzare eventuali documenti gli stessi dovranno essere trasmessi via fax o spediti per posta.

6) Qualora non sia previsto in anticipo l’onorario o non siano state fornite indicazioni circa le spese, da sostenersi per l’esecuzione dell’incarico, è consigliabile redigere una fattura PRO FORMA, dettagliando tutte le diverse componenti della stessa (onorari, spese, spese di viaggio, eventuali spese per laboratori di analisi o altro), ed inviarla al proprio mandante in modo da evitare ogni possibile malinteso di natura commerciale.

7) Il rapporto peritale definitivo andrà redatto e trasmesso al mandante non oltre una settimana lavorativa dall’intervento oppure dal momento in cui si è ottenuta la documentazione necessaria ala stesura dell’elaborato.

8) Qualora, per qualunque ragione, non fosse possibile concludere l’elaborato, nei tempi concordati o entro un lasso di tempo ragionevole, sarà necessario avvisare il mandante giustificando tale ritardo.


9) Per incarichi affidatici da mandanti internazionali i report (e tutta la corrispondenza) dovranno essere redatti in inglese, a meno che non venga richiesta una lingua diversa.

10) Last but not least, non dimenticate di indicare sempre di riferimento, sia quello del vostro mandante sia ovviamente il vostro, sul report, su tutta la corrispondenza e in ogni comunicazione.

Passione, disponibilità e flessibilità nella gestione degli incarichi sono le ulteriori qualità necessarie per svolgere al meglio questo mestiere.

Tale Care: Cargo Care! 

Come comportarsi in caso di sinistro stradale all'estero o con veicoli esteri

Un sinistro stradale con un mezzo non italiano, può diventare un vero grattacapo se non gestito correttamente... vediamo allora qualche raccomandazione per ottenere, in tempi brevi, un congruo risarcimento.

Esaminiamo quindi come è opportuno comportarsi a seconda che il sinistro avvenga in italia con un veicolo immatricolato all'estero oppure direttamente fuori dai nostri confini nazionali.


INCIDENTE AVVENUTO IN ITALIA
Nel caso di incidente stradale avvenuto Italia ma provocato da un veicolo immatricolato all'estero per richiedere il risarcimento dei danni subiti è necessario:
- raccogliere i dati sia del proprietario, sia del conducente: nome, cognome, indirizzo, dati della patente, numero di cellulare, magari una e-mail
- raccogliere i dati identificati del mezzo: tipo di veicolo, marca, modello e soprattutto la targa che indica lo stato di immatricolazione
- raccogliere i dati assicurativi del mezzo: nominativo compagnia, numero polizza, fare una foto al contrassegno
- fare alcune fotografie con telefonino o macchina digitale ai mezzi danneggiati, alle targhe della via, ecc.

Tornati a casa si provvederà ad inviare una lettera raccomandata A/R all'Ufficio Centrale Italiano, al seguente indirizzo: UCI – Corso Sempione, 39 – 20145 MILANO.

All'interno della richiesta dovranno essere indicati tutti i dati raccolti al momento del sinistro per rendere più facile la trattazione del sinistro.

Qualora intervenga sul luogo del sinistro una qualche autorità (Polizia Stradale, Carabinieri o Polizia Municipale) sarà necessario annotare gli estremi del Comando di appartenenza e/o della località.

Se possibile è assai indicato compilare un modulo di Constatazione Amichevole d'Incidente nell'immediatezza del sinistro.



Cercate sempre di fornire una completa descrizione dell'incidente: data, orari, indicazioni stradali, eventuali testimoni, ecc.

L’ufficio Centrale Italiano risponderà alla richiesta di risarcimento indicando la compagnia italiana incaricata di gestire il sinistro in nome e per conto della compagnia estera assicuratrice del veicolo indicato come responsabile.

INCIDENTE AVVENUTO ALL’ESTERO
Qualora l'incidente avvenga all'estero, parliamo ovviamente di stati aderenti al sistema della Carta Verde e provocato da un veicolo immatricolato ed assicurato in uno dei Paesi dello Spazio Economico Europeo, il danneggiato può inviare a Consap - Centro di Informazione Italiano – un fax al numero 06/85796270 e/o un messaggio e-mail: richieste.centro@consap.it per individuare l'assicuratore estero del veicolo responsabile e per conoscere il rappresentante per la liquidazione nominato in Italia dall'impresa di assicurazione del responsabile del sinistro.

Nella richiesta dovranno essere indicati chiaramente tutti gli elementi utili a risalire ai soggetti interessati:
- data e luogo di accadimento del sinistro
- estremi dei veicoli coinvolti 
- dati del proprietario e conducente
- dati dell'impresa assicuratrice

Se la compagnia estera o il  suo mandatario in Italia'assicuratore estero, non avranno fornito riscontri, nel termine di 3 mesi dalla richiesta di risarcimento, il soggetto danneggiato potrà chiedere l'intervento di CONSAP S.p.A. gestione F.G.V.S. (Fondo di Garanzia per le Vittime della Strada) Via Yser, 14 - 00198 Roma - Fax 0685796334 - Consap), quale organismo di indennizzo nazionale.

Per ulteriori approfondimenti potrà essere utile consultare anche il sito dell’UCI all’indirizzo: www.ucimi.it

Modalità di funzionamento delle unità Reefer

L'impostazione della modalità di funzionamento e del set point dell'impianto di un semirimorchio reefer sono un aspetto determinante per la corretta esecuzione di un trasporto di merci deperibili, vediamo un paio di concetti di base:

- tutti i semi trailer prevedono che sia impostato un set-point,ossia la temperatura desiderata (o meglio: adatta) da mantenersi all'interno del vano di carico durante il trasporto e che viene visualizzata sul display esterno del frigo,
- al momento di impostare tale valore sulla base delle istruzioni ricevute dal caricatore ed annotate sui documenti di trasporto, sarà anche necessario scegliere la modalità di funzionamento dell'impianto frigorifero: Continuous (modo continuo) oppure Cycle Sentry (anche noto come Start & Stop).

Tali modalità hanno riflessi diversi sia a livello di funzionamento del gruppo frigo sia ovviamente sulla conservazione dei prodotti trasportati.

Modalità Continuous:
- questa modalità prevede che la temperatura rimanga il più possibile stabile all'interno del vano di carico; le oscillazioni saranno minime intorno a quella indicata dal set point,
- si tratta, in linea generale, della modalità di funzionamento adatta per tutti i prodotti deperibili ad eccezione dei prodotti surgelati o di quelli confezionati (dolci, farmaci),
- tale modalità permette una continua circolazione dell'aria, condizione necessaria allo smaltimento del calore "prodotto" dalle stesse merci durante il trasporto (c.d. respirazione del carico),
- a livello di consumi è ovviamente più dispendiosa visto che il frigo è sempre in funzione.

Vediamo, quindi, quale può essere il grafico delle temperature, di un'unità impostata su tale modalità:



Modalità Cycle Sentry:
- è una modalità di tipo START e STOP ossia prevede azionamenti dell'impianto e conseguente smaltimento di calore alternati a periodi di inattività,
- la circolazione dell'aria fredda è quindi discontinua,
- nel momento in cui la temperatura all'interno dell'unità di carico scende oltre una certa soglia (circa 1° C.) rispetto al set point, il frigo si ferma, in attesa che la temperatura risalga di alcuni gradi oltre il set point per poi azionarsi di nuovo e via dicendo,...
- è la tipica modalità di funzionamento per prodotti surgelati che non producono calore nel corso del viaggio e che non risentono dal contatto con l'aria fredda (si tratta infatti di merce confezionata nel proprio imballo),
- tale modalità può invece arrecare gravi danni (da eccesso di freddo oppure vere e proprie "bruciature")  a prodotti ortofrutticoli tra cui in particolare: mele, pere, kiwi, insalata ecc.

Anche in questo caso la lettura del grafico delle temperature potrà indicarci elementi per comprendere la modalità di funzionamento adottata:


Si vede che la temperatura ha un andamento a sbalzi dovuto alle fasi di raffreddamento e dalle successive fasi di inattività.

Tale ciclo di funzionamento consente risparmi notevoli in termini di energia (elettrica o gasolio del motore).

Le differenze sopra citate comportano ovviamente effetti molti diversi sul carico, ecco perché la scelta della corretta modalità in relazione alla merce trasportata risulterà essenziale per evitare danni e conseguenti reclami dei ricevitori.

Take care: Cargo care!